Zisa tales

A day on the beach

A day on the beach
The school is over and finally we go to the beach! Zisa has all the necessary equipment inBeach set 33 front of her: a beach bag, two swimsuits, a terry towel, a bucket, a scoop, a rake, sand molds, a sieve, clogs, a fishing net, a diving mask and a pair of fins.
A few days ago Mom and Zisa looked in the closet for the previous year beach equipment. Zisa was still able to wear the two cotton swimsuits, but clogs and fins had become too small and they had to go to the department stores to buy new pairs of them of bigger sizes. Just being there, Mom bought for Zisa a new beach set with bucket and other stuffs, and a fishing net.

swimwear 1_bakZisa is very happy, so happy that last night she couldn’t fall asleep. The only problem now is getting the bus with all those stuffs! Yes, because Mom is stubborn to leave the car in the car park and go to the beach by bus, always telling Zisa: “I’m not going to spend hours to look for a parking near the beach … and then the bus is a  more ecological choice”. Zisa has listened to many lessons at school on ecology, on the best way of throwing waste … and other stories of like this… and therefore she never manages to reply to Mom. Of course, it is a bore to wait for the Bus number 806 in Via Libertà and then pressing themselves into the cockpit with all those people full of bags for the beach, and she and Mum also loaded with mats, umbrellas, fins, masks, sandwiches, water and fruit and so on…

Oh well, but today Zisa is so happy to inaugurate the season that the bus doesn’t seem too

cabine a Mondello
Cabins at the Mondello Beach

late, the cockpit does not seem too crowded, and bags don’t weigh so much. In fact, Mum is right: the bus leaves them just in front the beach gates of the, that is that piece where they go, because Mom and Dad didn’t rent a cabin for the season as do rich families. Dad is always saying: “It’s a snobbish custom to rent a cabin all summer long, and then maybe leave it closed to crowd the beach, and we can not afford it anyway.” In fact, since Zisa’s great-grandmother days, in Mondello’s beach there were rows of beautiful wooden cabins that were rented to wealthy families. At first, it was a single long line close to the beach, which is still very long. Then to earn more, the company that ran the beach had decided to close it in many courtyards bordered by cabins. In fact, with all those cabins the beach was uglier. Then, at one point, the mayor had decided that at least part of the beach had to remain free and that was where they went. “Of course it would be nice to have a nice cabin for us where to keep deckchairs, masks, fins, umbrellas and tables – thinks Zisa – and maybe even get in the car and leave it to the valet … but those things do the families different from mine … we are ecological … and ethical … oh well … “Beach set 27

Meanwhile, Mom and Zisa have arrived at their little piece of beach, they are planting the umbrella on the sand and spreading the mats on the ground. “Zisa! Zisa! Zisa has arrived! “Three children scream: Manfredi, Wanda and Ruggero, her beach friends! But how many things to tell after a school year in different schools! And how many beautiful things to show: shoes, fins, new games. Manfredi has a beautiful set of tambourines and the children start playing right away, and mothers talk to each other. And then at one o’clock they take sandwiches, drinks and fruit out of their bags! And after lunch, a nap in the shade… and then other baths and tambourine games, and “be careful not to take too much sun” and “put the sun cream”…

At seven p.m. mothers and children at the bus stop to take the bus n° 806, that will bring they back home .

And Mom and Zisa get home baked by the sun, tired dead, ready to take a shower, eat an egg and then go to bed. What a wonderful day! And tomorrow again … and the day after tomorrow as well … all summer!Zisa in spiaggia

 

Una giornata in spiaggia

La scuola è finita e finalmente si va in spiaggia! Zisa ha davanti a sé tutto l’equipaggiamento occorrente: la borsa, due costumi da bagno, un asciugamano in spugna, il secchiello, la paletta, il rastrello, gli stampini per la sabbia, il setaccio, gli zoccoli, la rete da pesca, la maschera e le pinne.

Qualche giorno fa Zisa e la mamma hanno cercato nell’armadio l’equipaggiamento dell’anno precedente, Zisa riusciva ancora a indossare i due costumi di cotone, ma gli zoccoli e le pinne erano diventati troppo piccoli e avevano dovuto comprarli nuovi di una taglia in più, e già che erano ai grandi magazzini la mamma le aveva regalato il set col secchiello e la rete da pesca.

Zisa è contentissima, tanto contenta che ieri sera non riusciva ad addormentarsi. L’unico problema adesso è portarsi tutta quella roba in autobus! Sì, perché la mamma si ostina a lasciare nel parcheggio di casa l’automobile e andare in spiaggia in autobus, sempre dicendo a Zisa: “non ho intenzione di cercare per ore un parcheggio vicino la spiaggia… e poi l’autobus è una scelta più ecologica”. Zisa ha ascoltato tante lezioni a scuola sull’ecologia, sul modo migliore di buttare i rifiuti… e altre storie di questo tipo… e quindi non riesce mai a ribattere alla mamma. Certo però è una noia aspettare il numero 806 in via Libertà e poi pigiarsi dentro l’abitacolo con tutta quella gente piena di borse per il mare, e lei e la mamma pure cariche di stuoie, ombrelloni, pinne, maschere, panini, acqua e frutta.

Vabbè, ma oggi è tanto contenta di inaugurare la stagione che l’autobus non le sembra molto in ritardo, l’abitacolo non sembra troppo affollato e le borse non pesano così tanto. In effetti la mamma ha ragione: l’autobus le lascia proprio davanti i cancelli della spiaggia libera, quel pezzo in cui vanno loro, perché mamma e papà non hanno affittato una cabina per la stagione come fanno le famiglie ricche. Il papà dice sempre: “È un’usanza snob quella di affittare per tutta l’estate una cabina e poi magari lasciarla chiusa ad affollare la spiaggia, e comunque noi non ce la possiamo permettere.” Nella spiaggia di Mondello infatti, fin dai tempi della bisnonna, c’erano file di belle cabine di legno che venivano affittate a famiglie ricche. Prima si trattava di una sola lunga fila a ridosso della spiaggia, che comunque è lunghissima. Poi per guadagnare di più, la società che gestiva la spiaggia aveva deciso di chiuderla in tanti cortili delimitati da cabine. In effetti con tutte quelle cabine la spiaggia era più brutta. Poi ad un certo punto il sindaco aveva deciso che almeno una parte di spiaggia doveva restare libera ed era quella dove andavano loro. “Certo sarebbe bello avere una bella cabina tutta per noi dove conservare sedie a sdraio, maschere, pinne, ombrelloni e tavolini – pensa Zisa – e magari arrivare anche in macchina e lasciarla al posteggiatore… ma quelle cose le fanno le famiglie diverse dalle mie… noi siamo ecologici… ed etici…vabbè…”

Nel frattempo, mamma e Zisa sono arrivate al loro pezzetto di spiaggia, stanno piantando l’ombrellone sulla sabbia e distendendo le stuoie per terra. “Zisa! Zisa! E’ arrivata Zisa!” Sono tre bambini ad urlare: Manfredi, Wanda e Ruggero, i suoi amichetti della spiaggia! Ma quante cose da raccontarsi dopo un anno di scuola, in scuole differenti! E quante belle cose da mostrare: scarpe, pinne, giochi nuovi. Manfredi ha un bellissimo set di tamburelli e i bambini iniziano subito a giocare, e le mamme a parlare fra loro. E poi all’una si tirano fuori dalle borse panini, bibite e frutta! E dopo pranzo un riposino all’ombra e poi altri bagni e giochi a tamburello, e “stai attenta a non prendere troppo sole” e “mettiti la crema”. Alle sette di sera tutti alla fermata dell’autobus a riprendere l’autobus 806 che riaccompagna a casa mamme e bambini.

E si arriva a casa cotti dal sole, stanchi morti, pronti per fare una doccia mangiare un ovetto e poi a letto. Ma che giornata magnifica! E domani di nuovo… e dopodomani pure… per tutta l’estate!