Zisa tales

Zisa’s cake

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Zisa in looking at the window

“I am afraid that the afternoon at the park, whizzing through avenues in the new red scooter … is to be postponed. – Zisa is very upset – Ugh! What a rain!” And worst of all that mean lady of Carla came, the mum’s friend who is always gossiping about their office. She comes home like a thunderbolt without even saying goodbye to Zisa, or giving her a caress, or saying a kind word, it does not matter if Zisa and mom are about to leave, or if they are doing something important. The worst is that mom likes talking to Carla, and so Zisa is forced to stay apart. And then, at a certain point, to not to make Zisa hear what they are saying, they lower their voices and approach each other’s ear. Finally mom says to Zisa, “go play in your room, dear Zisa.”

So, this is why Zisa stays in her bedroom at the window, waiting for it to finish raining, writing her name on the tarnished glass. What a strange name she has! At school classmates are always crippling her name: Zita, Sisa, Zizza, Risa … what boring!

Castello di Maredolce, Palermo
Antica stampa raffigurante il Castello di Maredolce, Palermo

Sometimes she gets nervous: why had not her parents given her a common name? They are always telling her about the Arabic name “A-ziz” story, the beautiful palace in the city, the great Palermo traditions, that was very happy in the Middle Ages, the gardens, the waterways, the citrus groves and the golden basin, full of sun and surrounded three quarters of the mountains and a quarter of the blue sea. Beautiful Palermo! In fact, sometimes she was proud, when tourists asked her mom for directions to visit the Zisa castle. In those occasions she said in her school English, “I call myself Zisa too”, and then mom made her understand that she shouldn’t intrude in conversation, unless expressly requested. But the intrusion was immediately rewarded by a tourist caress and she swelled with pride.

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Zisa with her raincoat

But coming back to us … what a bad raining afternoon of rain! What about the golden basin, rich of sun and joy? Even in Palermo it happens that there is bad weather … even if not always … and going to the park, her beloved “Villa Trabia”, full of palm trees and ficus, just not talk about it. What if I wore raincoats, wellington boots and rain hat? No, it would not be practical to run with the scooter!

“Maybe I could start making a cake, the ingredients are all there…” Zisa thinks

Yes, because yesterday, Daddy and Zisa went shopping and filled their basket with lots of good things.

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Grocery set for 18 inch dolls

So Zisa wears an apron and a chef’s hat. After all, it is not so difficult, Zisa sometimes made a cake with her mom. …

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Chef set for 18 inch dolls

You have to put the eggs with the sugar in the food processor and beat them until they become foamy, then gradually add the flour with the yeast, the melted butter and the apples into small pieces. Then you have to take a pan, grease it and pour the mixture into… Zisa is perhaps less experienced than her mom, because the dough is splashing a little everywhere, but it does not matter! “Then I will put in order!” she thinks.

Zisa knows she cannot use the oven in her own, so when the dough is in the pan, ready to be cooked, she goes to call her mom.

Mum and Carla are then interrupted, in the middle of a conversation, from the arrival of Zisa asking for help to turn on the oven. Carla is annoyed at being interrupted, while mom suspects that Zisa has made a mess.

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Cleaning set for 18 inch dolls

In fact, when they arrive in the kitchen, they find great confusion: bowls and ladles dirty, dough splashed on the cabinet doors.

“But do you allow her to do this mess?” Exclaims Carla testily

But mom, who actually wanted to scold Zisa, to the Carla exclamation reacts with impetus:

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Zisa’s retro stove

“Yes, there is a bit of mess, but I’m proud of Zisa, who was able to prepare the dough of a cake in her own. Now she will sort out how she usually does.”

Zisa smiles victoriously

Mom tells Zisa how to clean the kitchen and put the cake in the oven.

So Zisa puts the dirty dishes in the dishwasher and cleans the table and the cabinets with a damp cloth. Then mom prepares the tea, sets cups and saucers and serves the cake just out of the oven.

“It’s delicious my love” mom says to Zisa, while Carla eats only a piece, not to eat too many calories.

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Cake set for 18 inch dolls

In the meantime, Zisa hear the front door opening and the daddy voice:

“I feel a wonderful smell, someone made a good cake?”

“It was me, daddy!” Zisa proudly says

Daddy kisses Zisa, sits down to eat a slice of cake and then goes to change his clothes, screaming from the corridor:

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Scooter for 18 inch dolls

“My girl deserves a prize, let’s go to the park to try out the new scooter”

“Yessss!” Zisa shouts

“Yes!” Mum says “After all, it stopped raining!”

“It is late, I’m going away” says Carla

Zisa could not be happier.

And here she is after few minutes, riding happily at the park with her new red scooter!

 

 

 

 

La torta di Zisa

Mi sa che il pomeriggio al parco, a sfrecciare fra i viali col nuovo monopattino rosso… è da rimandare. Uffa! Che pioggia! E peggio di tutti è arrivata in visita quell’antipatica di Carla, l’amica della mamma che parla sempre di pettegolezzi del loro ufficio. Arriva a casa come un fulmine senza neanche salutare Zisa, darle una carezza, dirle una parola gentile, non importa se lei e la mamma erano sul punto di uscire, o se stavano facendo qualcosa di importante. Il peggio è che alla mamma piace parlare con Carla, e così Zisa resta in disparte. E poi, a un certo punto, per non farle sentire cosa stanno dicendo abbassano la voce e si avvicinano l’una all’orecchio dell’altra, e infine la mamma dice a Zisa, “vai a giocare nella tua stanza, Zisa cara.” Così Zisa sta in camera sua alla finestra, aspettando che finisce di piovere, scrivendo sul vetro appannato il suo nome. Ma che nome strano ha! A scuola lo storpiano sempre: Zita, Sisa, Zizza, Risa… uffa! A volte si spazientiva, ma perché non le aveva dato un nome comune? Le raccontavano sempre la storia del nome Arabo A-ziz, del bel palazzo in città, della grande tradizione di Palermo felicissima nel medioevo, dei giardini, dei corsi d’acqua, degli agrumeti e della conca d’oro, ricca di sole e circondata per tre quarti dai monti e per un quarto dal mare azzurro. Bella Palermo! In effetti ogni tanto si inorgogliva, quando qualche turista chiedeva alla mamma le indicazioni per visitare il castello della Zisa, allora lei diceva nel suo inglese scolastico, “anch’io mi chiamo Zisa”, e allora la mamma le faceva capire che non bisogna inserirsi in una conversazione, se non espressamente, richiesto. Ma l’invadenza veniva subito premiata da una carezza dei turisti e lei si gonfiava di orgoglio.

Ma tornando a noi… che brutto pomeriggio di pioggia, altro che conca d’oro, sole e allegria! Anche a Palermo capita che ci sia brutto tempo… anche se non sempre… e di andare alla villa, la sua amata Villa Trabia ricca di palme e ficus, proprio non se ne parla.

E se indossassi impermeabile, stivali e cappello? No non sarebbe pratico per correre col monopattino!

Magari mi metto a fare una torta, gli ingredienti ci sono tutti.

Si perché ieri papà e Zisa sono andati a fare la spesa e hanno riempito il loro cestino di tante buone cose.

Cosi Zisa indossa grembiule e cappello da cuoco. In fondo non è così difficile, Zisa qualche volta ha fatto una torta con la mamma. Bisogna mettere le uova con lo zucchero nel food processor e sbatterle fino a quando diventano spumose, poi aggiungere a poco a poco la farina con il lievito, il burro sciolto e le mele a pezzetti. Poi bisogna prendere una teglia, imburrarla e infarinarla e versarvi dentro il composto. Zisa è forse meno esperta della mamma, perché l’impasto sta schizzando un po’ dappertutto, ma non importa! Poi metterò in ordine!

Zisa sa che non può usare il forno da sola, quindi quando l’impasto è già nella teglia, pronto per essere infornato, va a chiamare la mamma.

La mamma e Carla vengono quindi interrotte, nel bel mezzo di una conversazione, dall’arrivo di Zisa che chiede aiuto per accendere il forno. Carla è infastidita per essere stata interrotta mentre la mamma sospetta che la bambina abbia fatto dei pasticci, infatti quando arrivano in cucina trovano un po’ di confusione: ciotole e mestoli sporchi, impasto schizzato sugli sportelli degli armadietti.

“Ma le permetti di disordinare in questo modo?” esclama Carla stizzita

La mamma, che in realtà avrebbe voluto sgridare Zisa, all’esclamazione di Carla reagisce d’impeto:

“Si, c’è un po’ di disordine ma sono orgogliosa di Zisa che è stata capace di preparare l’impasto di una torta da sola. Adesso lei rimetterà in ordine come è solita fare.”

Zisa sorride vittoriosa

La mamma indica a Zisa come pulire meglio la cucina e mette la torta nel forno.

Così Zisa mette le stoviglie sporche nella lavastoviglie e pulisce il tavolo e gli armadietti con una pezza umida, poi la mamma prepara un te, apparecchia con le tazze e i piattini e serve la torta appena uscita dal forno.

“E’ deliziosa amore mio” dice a Zisa, mentre Carla mangia solo un pezzetto per non ingrassare.

Nel frattempo si sente il rumore della porta d’ingresso che si apre e la voce di papà:

“Sento un odore meraviglioso, qualcuno ha fatto una buona torta?”

“Sono stata io, papi” dice orgogliosamente Zisa

Papi bacia Zisa, si siede a mangiare una fetta di torta e poi va a cambiarsi gli abiti, urlando dal corridoio:

“La mia bimba merita un premio, andiamo al parco a provare il nuovo monopattino”

“Siiiiiii!” Urla Zisa

“Si!” Dice anche la mamma “Del resto ha finito di piovere”

“Io vado via che s’è fatto tardi” dice Carla

Zisa non potrebbe essere più felice.

Ed eccola dopo un quarto d’ora sfrecciare felice al parco col suo nuovo monopattino rosso.

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