Making, Memories

How are Zisa Doll’s clothes made?

Perhaps one of the reasons I created Zisa Dolls is the opportunity to sew their clothes

 

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I started sewing when I was six and started with my dolls’ clothes. In my family there was little sewing, with an ancient Durkopp sewing machine, donated to my great-grandmother on her wedding day (in the nineties of the 19th century). I started with this very sturdy pedal machine, which still works, but my dream from the age of three was to have a super-automatic Borletti sewing machine (electric), whose advertising fascinated me. I asked for a super-automatic Borletti as every Christmas and birthday present, without ever being taken seriously, until I bought one with my money at the age of 16.

So as a child I sewed by hand or with durkopp sewing machine, without having any notion of cutting and sewing. I used to place the doll on the fabric, cut out around the garment outline, and then sew. The first experiments were very approximate, but I was tenacious and managed to perfect myself, so that in adulthood I became a designer and creator of theatrical costumes. Now, in old age, I returned to the dolls and in the sewing I am maniacal, as in knitting. I like that Zisa Doll clothes are professional, well finished like the tailor’s clothes from the sixties. I like to use natural and valuable fabrics (and yarns). In short, they are masterpieces of miniature tailoring. The style is that of children’s clothing from the sixties, a time when I was a child: pleated skirts, pinafores, tartan fabrics, half-leg pants, hand-knitted pullovers and twin sets. Apart from some of them 3D printed, even shoes are hand-made with great care, using an old Necchi sewing machine for leather and using real leather.

Patterns with tutorials of some Zisa Dolls clothes are on sale by clicking here

Forse uno dei motivi per cui ho creato le Zisa Dolls è l’opportunità di cucire i loro vestiti

Io ho iniziato a cucire a sei anni e ho iniziato con i vestiti delle mie bambole. Nella mia famiglia si cuciva poco, con un’antica macchina Durkopp regalata alla mia bisnonna il giorno delle sue nozze (negli anni 90 del 19° secolo). Ho iniziato con questa robustissima macchina a pedale, che funziona ancora, ma il mio sogno dall’età di tre anni era quello di possedere una superautomatica Borletti (elettrica), la cui pubblicità mi affascinava. Ho chiesto una superautomatica Borletti per ogni Natale e compleanno senza mai essere presa sul serio, fino a quando ne ho acquistato una a rate all’età di 16 anni.

Quindi da bambina cucivo a mano o con la durkopp, senza avere alcuna nozione di taglio e cucito, posavo la bambola sulla stoffa, ritagliavo la sagoma dell’indumento attorno e cucivo. I primi esperimenti furono molto approssimativi, ma fui tenace e mi perfezionai, tanto che in età adulta diventai disegnatrice e creatrice di costumi teatrali. Adesso in terza età sono tornata alle bambole e nel cucito sono maniacale, così come nel knitting. Mi piace che gli indumenti delle Zisa Dolls siano professionali, rifiniti bene come gli abiti di sartoria degli anni sessanta. Mi piace adoperare tessuti (e filati) naturali e di pregio. Sono insomma dei capolavori di sartoria in miniatura. Lo stile è quello dell’abbigliamento infantile degli anni sessanta, epoca in cui io ero bambina: gonne a pieghe, scamiciati, tessuti scozzesi, pantaloni a mezza gamba, pullover e twin set lavorati a mano. A parte alcune stampate in 3D, anche le scarpe sono lavorate a mano con molta cura, adoperando una vecchia macchina Necchi per pellami e utilizzando vera pelle.

I cartamodelli con tutorial di alcuni indumenti di Zisa Dolls sono in vendita cliccando quì

 

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