Memories

Why the name Zisa

The Zisa Palace as it was in its ages
The Zisa Palace as it was in its ages

From wikipedia “The Zisa palace (from the Arabic al-‘Azīza, or” the splendid “) stood outside the city walls of Palermo, inside the Norman Royal park, the Genoardo (from the Arabic Jannat al-arḍ or” garden “or” Paradise of the earth “), which stretched with splendid pavilions, lush gardens and water basins from Altofonte to the walls of the Royal Palace.” Zisa Palace is a monument that we citizens love very much, because it reminds us the time when Palermo was splendid and encouraged the contamination of different cultures.

Zisa Palace interior, in its golden age
Zisa Palace interior, in its golden age

Arabs (whose engineers and masons remained in Palermo even in the Norman period) loved and respected Palermo and made urban and technological innovations, avant-garde at that time.

Next to the Palazzo della Zisa, there are also the “Cantieri Culturali alla Zisa” (Officine Ducrot), a former industrial area now falling within the urban area that now houses several cultural institutions: the Institut français de Palerme, the German cultural center Goethe -Institut, the Gramsci Sicilian Institute (with the relative library) and the Palermo branch of the National School of Cinema belonging to the Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

Since 2004, in pavilions of Galleria Bianca, Grande Vasca, Blue Cobalt hall, new space and the Ducrot space, some departments of the Academy of Fine Arts of Palermo are also located. The cultural sites began to live as spaces of creativity in the nineties, when, still not renovated, they were given in loan to theater companies and film productions.

 

It was there, in 1996, that I sculpted my 7 high angels 270 each for the Festino di Palermo, an installation that remained hanging for a month at Porta Felice, one of the main gates of the city.
The name Zisa is therefore very significant for me, and that’s why I decided to call my brand Zisa Dolls.

Perché il nome Zisa

Da wikipedia “Il palazzo della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”) sorgeva fuori le mura della città di Palermo, all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero “giardino” o “paradiso della terra”), che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini d’acqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale.” E’ un monumento che noi palermitani amiamo molto, perché ci ricorda il tempo in cui Palermo era splendida e favoriva la contaminazione di culture diverse. Gli Arabi (le cui maestranze rimasero a Palermo anche in epoca Normanna) amarono e rispettarono Palermo e vi apportarono innovazioni urbanistiche e tecnologiche per quei tempi all’avanguardia.

zisa ducrot
Disegno di Ernesto Basile per la fabbrica Ducrot

Accanto al Palazzo della Zisa, sorgono poi i Cantieri Culturali alla Zisa (ex Officine Ducrot), un un’ex area industriale adesso ricadente nell’area urbana che ospita oggi diverse istituzioni culturali: l’Institut français de Palerme, il centro culturale tedesco Goethe-Institut, l’Istituto Gramsci Siciliano (con la relativa biblioteca) e la sede palermitana della Scuola nazionale di cinema appartenente al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Dal 2004 nei padiglioni Galleria Bianca, Grande Vasca, sala Blu Cobalto, Spazio nuovo e Spazio Ducrot, hanno sede anche alcuni dipartimenti dell’ Accademia di Belle Arti di Palermo. I cantieri culturali hanno iniziato a vivere come spazi di creatività negli anni novanta, quando, ancora non ristrutturati, venivano dati in comodato a compagnie teatrali e produzioni cinematografiche. Li ho scolpito i miei 7 angeli alti 270 ciascuno per il Festino di Palermo.
Il nome Zisa mi è quindi molto caro ed è per questo che ho deciso di chiamare il mio marchio Zisa Dolls.

ZISA (da Enciclopedia Treccani)

di Francesco Gabrieli – Enciclopedia Italiana (1937)

 

ZISA (dall’arabo al-‛azīz “il [castello] glorioso”). – Nome di un palazzo di Palermo, cominciato a costruire dal re normanno Guglielmo I il Malo (1154-1166) e compiuto dal figlio Guglielmo II il Buono (1166-1189). Consta di una massiccia costruzione rettangolare di circa 32 metri per 23, fiancheggiata ai due lati minori da torricelle quadrate; all’interno è soprattutto interessante una sala a pianterreno, preceduta da un atrio, ornata di nicchie a stalattiti (come anche nelle sale laterali del piano superiore), di colonnine agli angoli, di fregi in stucco e musaico e di una sorgente d’acqua che dall’alto scende in un canale sul pavimento. Un’iscrizione in grandi caratteri arabi su stucco, posta ai lati dell’arco interno d’ingresso e per la prima volta interpretata esattamente da M. Amari (1870), celebra in versi la bellezza del palazzo e nomina il re che lo compì. Per quanto deteriorata, la Zisa è uno dei pochi preziosi residui dell’architettura arabo-normanna.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.